Month: giugno 2019

Ci sarebbero

planet-9 (2)

Ci sarebbero

tante cose da dire,

ma in un mondo che parla

dove nessuno ascolta

a che serve parlare?

Ci sarebbero

tante cose da fare,

ma in un mondo che critica

ogni nuova proposta

a che serve provare?

In un mondo di stolti

che si atteggiano a saggi,

di cretini indefessi

che troneggiano sui seggi,

si può solo restare

in disparte,

a guardare.

Scusi, lei (agli assenti) Cantilena

Narcisismo

 

Scusi, lei!
Lo ha mai visto
il sole al tramonto
col suo grande
faccione giocondo?
Ha mai visto
la luna baldracca
sollevarsi nel cielo
un po’ fiacca
a celare o a scoprire le cose?
Scusi, lei!
Ha mai visto le rose
sbocciare, fiorire o appassire
in un quieto maggio
o in un precoce aprile?
Ha mai visto
il sorriso di un bimbo,
il pianto di un vecchio,
la prima goccia d’acqua
assorbita dal secchio?
Scusi, lei!
non ha visto passare
fra le strade affollate di gente
uno spiffero d’aria d’estate?
Scusi, lei!
Le ha mai viste le fate,
gli gnomi ed i vecchi,
solenni barboni?
Scusi, lei!
ha mai visto la gente soffrire,
calde gocce su pallide gote,
denti stretti
da fame e dolore?
Scusi, lei
dove vive?
Lo ha mai visto
l’amore?

Alternanze

image

 

Luce e buio
buio e luce,
alternanze.
Silenzi
carichi di significati.
Parole
prive di senso,
e sempre più numerose
richieste di libertà.
Leggi, recinti, mura, confini,
pongono nuovi limiti.
La tolleranza
di intolleranti religioni,
crea nuovi razzismi.
Scienze rivolte allo spazio
dimenticano
le necessità dell’uomo.
Buio e luce,
luce e buio.

La storia siamo noi

Il tempo.jpg

 

Bella frase, pronunciata troppe volte ed in troppe occasioni solo per riempire la bocca ad alcuni e giustificare l’operato di altri. Bella frase tanto retorica quanto fasulla, teatrale, ridicola, tragica.
La storia siamo noi, niente di più falso se si considera il 99.999.999/100.000.000 dei casi, nulla di più vero se consideriamo il rimanente 1/100.000.000.
Sì la storia siamo noi, in quanto ignari partecipanti, coatti, quando non inconsapevoli vittime. Gregge mosso dagli eventi, da situazioni, informazioni astutamente pilotate in direzioni volute da pochi, da quelli che ci sussurrano che… la storia siamo noi.
La verità e che la storia sono altri, sono pochi, sono i privilegiati che gestiscono il denaro, il potere l’informazione tanto da rendere essi stessi il più delle volte vittime o semplici veicolanti di potere, denaro, informazione. La storia sono le nostre necessità, i nostri bisogni, veri o presunti che siano, sapientemente gestiti e pilotati da pochi burattinai per muoverci nelle direzioni volute. Poi se per caso un giorno a uno di noi riuscisse di fare la storia, beh non sarebbe più uno di noi, diverrebbe automaticamente uno degli altri, …ma decine di migliaia di persone a Hiroshima e a Nagasaki hanno fatto la storia, peccato che la quasi totalità di loro non l’abbia mai saputo.

Poi, col tempo, l’oblio

1714814

 

Finalmente,
urla di rabbia.
Dentro,
piange
qualcosa di lacerato,
dilaniato e trafitto,
morto e rinato.
Ricostruito nella speranza
e, di nuovo ucciso.
Frettolosamente ricomposto
in un ultimo tentativo,
frammenti incollati
con mano tremante,
nuovamente infranti
in migliaia
di irricomponibili pezzi.
Finalmente muore,
una cosa dimenticata
una volta chiamata
amore,
e nasce
dagli impietosi resti
un nuovo, livido fiore.
Finalmente,
dalla sofferenza l’odio,
poi,
col tempo
l’oblio.

Il vecchio e le stelle

441_star-gazing_620x400

 

Guarda quel vecchio,

guardalo,

passa le notti,

occhi fissi al cielo,

fumando la pipa

a contare le stelle.

Ogni notte

di nuovo riprende

da oriente a occidente

ogni notte di nuovo,

da capo.

Le stelle, lui dice

sono i suoi ricordi,

le lacrime, i dolori,

i sorrisi,

di tutta una vita

rintocchi lontani,

cosi familiari

e perduti.
E ogni notte, di nuovo,

riprende a contare,

con calma,

lui dice che teme,

poterne scordare

qualcuna.

CRASH (Succede)

Minecraft Crash Map COD4 Cover_1257849

 

Succede, a volte succede. Succede che ci si svegli di notte senza nessuna ragione apparente, ancora assonnato, ma senza più riuscire a prendere sonno. Ci si rivolti nel letto incapaci di trovare una posizione, mentre i fumi del sonno lentamente si dileguano e il corpo lascia intravedere poco a poco tutti gli acciacchi dell’età. Ed è proprio a quel punto che il cervello va in crash e purtroppo non è un crash da computer, non si spegne, no anzi parte per la tangente senza controllo e, sordo ad ogni tentativo di richiamo al silenzio inizia a srotolare rumorosi nastri di ricordi. Ricordi che pensavamo fossero andati persi, che pensavamo di avere definitivamente cancellato o nascosto dietro ad altri più piacevoli, che invece sono sempre lì e che un cervello contorto e bastardo li riporta lì, tutti quanti, sullo schermo della fronte come fosse il  video di computer. Improvvisamente tutte le situazioni irrisolte della tua vita sono lì, assieme, aggrovigliate, cercano una spiegazione,una soluzione tardiva, una possibile giustificazione che consenta di poterle archiviare definitivamente. Creando ancora una volta una rete di se, di ma, di forse e di come sarebbe stato. Rotolano dalla testa allo stomaco contraendolo in spasmi nervosi rendendo ancora più insopportabile qualsiasi posizione si cerchi di assumere sotto le coperte, mentre con gli occhi, a quel punto sbarrati, cerchi fra le fessure delle tapparelle uno spiraglio di luce che filtri nella stanza e che ti segnali che il giorno sta per arrivare e ti permetta di alzarti per preparare un’abbondante colazione che calmi lo stomaco, rimetta in funzione il fisico e ti consenta di tornare al più recente punto di ripristino e resettare il cervello.