Month: novembre 2018

L’eroe

Menen_German_War_Graves_2011_12

Vuotò la fiasca

emettendo un rutto,

saltò il fossato

urlando come un matto

brandendo il mitra

e sparando di brutto.

Poi,

a un certo tratto

si accartocciò

come se fosse rotto,

una macchia rossa

gli si allargò sul petto

e si accasciò a terra

come se fosse un letto

avendo sopra

il cielo per soffitto.

Pensando a casa

gli venne mente il gatto,

sbarrò gli occhi

ma si fece buio fitto.

Della sua gloria

lui raccolse il frutto,

un solo istante

e fu finito, tutto.

 

 

 

Trincea

Foto-trincea

Difenderò l’orticello di casa

allo stremo delle forze,

innalzerò barriere,

scaverò trincee.

Sarò tacciato di razzismo

dileggiato per ignoranza

deriso per qualunquismo.

Combatterò, combatterò

contro la tolleranza dilagante

contro il perbenismo di facciata

il vogliamoci bene interessato

l’indifferenza di tutti

verso ciò che non è notizia.

Sarò solo, umiliato, percosso,

ignorato, lebbroso.

E non ditemi che è progresso

non ditemi che è evoluzione

questa immensa immondizia

che ci portiamo appresso.

No, non ditemi che è globalizzazione

e non disperata fuga dalla fame

dalle guerre, dalla desolazione.

No, non ditemi che è civiltà

è solo l’eterna sconfortante

imbecillità dell’uomo.

 

Risveglio

stelle-negli-occhi

 

Come ti posso dire
senza parole
ti amo.
Come farti capire,
lo svegliarsi al mattino
e sentire
sussurrato
fra i resti del sonno,
il tuo nome.
Poi…
al riaprire degli occhi
provare,
smarrimento
nel trovars
i da solo.
Pochi istanti gelati
di vuoto sgomento.
La paura
di aver perso una mano.
Poi…
il pensiero cosciente
che piano
si fa avanti
tra il velo del sonno.
Ricordarsi
di averti lasciato,
(dentro gli occhi
catene di stelle,
sulla faccia
un sorriso assonnato)
sulla porta di casa
dicendo:
(con dell’altro
che urlava di dentro)
Buonanotte a domani.