Mese: luglio 2018

Non essere triste, sorridi

500909

 

Non essere triste,

sorridi,

il sole d’estate risplende,

le sere un po’ afose

son dolci,

tranquille.

Cancella dal viso

quel velo sottile

che gli occhi fa acquosi

di pianto.

All’ombra di salici verdi

gli usignoli

sussurrano ancora

arcane melodie infinite.

Pesante e dolce

è l’aria della sera,

fra pigre nubi

occhieggiano furtive

in tremolante lucore,

pallide lontane stelle.

Sorridi,

e lascia

che lievi brezze

allontanino

dalle tue chiome

della tristezza

gli ultimi

incerti passi.

Histoire d’un jour

Tributo a Prevert (non me ne voglia)

scritta in un lontano 19.. in una piccola stanza di rue Reaumur sopra i tetti di Parigi, in una giornata troppo fredda per passeggiare…

 

27090

 

Jour, un jour
un histoire.
Le soleil se leve
comme d’habitude,
l’eclaircir du ciel
premiere pale lumiere,
un homme qui se leve
en se reveilland,
comme toujours,
qui regarde la fenetre
de sa chambre
ouverte sur le mond,
le mond ouvert sur la vie,
la vie ouverte.
Et il regard,
fermé dans sa chambre,
il regard l’ouverture,
et il chante
il chante l’ouverture
qu’il regard.
Heureux il s’abille,
comme toujours,
il dessend sur la rue
qui dessend vers la ville
et il s’en va

ses pieds qui tombent
en suivent le ritm
de la chanson qu’il chante,
la chanson chantand
le cafè ou toujour
il bois son café,
et appré il retour
et il marche sur la rue
la rue que marche dans dans la ville
la ville que marche dans le mond
le monde que marche dans la vie,
la vie ou il marche.
Il va, il revien,
il regard la rue
que a dejà regardé hier,
appres hier
et tous les autres jours arrièr.
La rue n’est pas changée,
les murs sont gris
les fenetres ouvertes
ou fermées,
toujours le memes ouvertes,
toujours les memes fermèes.
Les memes visagers aussi,
des hommes, des femmes
qui vont
ou va la rue,
la rue que va dans la ville,
la ville que va dans le mond,
le mond que va dans la vie,
la vie que va
et va,
sans retourner jamais.

Toujours pareille,
malheureusement heureuse
ou heureusement malheureuse,
il n’y a pas difference.
Jusqu’au un jour,
le derniere jour d’un homme.
Un homme qui se leve
et qui chante
qui dessend dans la rue,
un homme que tombe
sur le pavé de la rue,
(s’etait pareil
si le pavé tombait sur lui)
et il regard
la derniere fois
et cett fois
le soleil
derniermant couchant,
n’est plus pareill,
la rue des tous les jours,
meme de la dimanche,
samble etre changée,
c’est plus trist,
plus loin
presqu’inconnue.
Un jour
un histoire,
histoire d’un jour.
Un jour pareill
aux autres
pour tout le mond,

sauf exceprions.

Storia di un giorno

Giorno, un giorno/una storia./Il sole sorge/come sempre,/lo schiarire del cielo
prima pallida luce,/un uomo che si alza,/risvegliandosi/come sempre,/guarda la finestra/della sua camera/aperta sul mondo,/il mondo aperto sulla vita,/la vita aperta./Ed egli guarda,/chiuso nella stanza/guarda l’apertura
e canta,/canta l’ouverture/che sta guardando./Felice si veste,/come sempre,
e scende sulla strada/che scende verso la città/e se ne va,/i suoi piedi si muovono/seguendo il ritmo/della canzone che canta,/la canzone cantante/il caffè dove da sempre/beve il suo caffè/e poi egli torna/sulla strada e cammina,/la strada che cammina nella città/la città che cammina nel mondo,/il mondo che cammina nella vita,/la vita, dove egli cammina./E va, e ritorna/guarda la strada/che ha già guardato ieri/l’altro ieri/e tutti i giorni passati./La strada non è cambiata,/i muri sono grigi/le finestre aperte/o chiuse,/sempre le stesse aperte,/sempre le stesse chiuse./Il medesimi visi/di uomini, di donne,/che vanno/dove va la strada,/la strada che va nella città/la città che va nel mondo,/il mondo che va nella vita,/la vita che va/e va,/senza tornare mai,/sempre uguale,/infelicemente felice/o felicemente infelice,/non fa differenza./Sino ad un giorno,/l’ultimo giorno di un uomo./Un uomo che si alza
e che canta,/che scende sulla strada,/un uomo che cade/sul selciato della strada,)(sarebbe stato eguale/se il selciato fosse caduto su lui)/ed egli guarda/l’ultima volta,/e questa volta/il sole,/all’ultimo tramonto,/non è più eguale,/la strada di tutti i giorni,/anche della domenica/sembra cambiata,/è più triste,/più lontana,/quasi sconosciuta./Un giorno,/una storia,/la storia di un giorno./Un giorno simile/agli altri/per tutto il mondo,/salvo eccezioni.

Elenco di cose importanti

(siamo quello che siamo)

milano-domenica-mercatino-delle-pulci

 

 

Cinque continenti,
mille nazioni,
altrettante politiche,
nove o più religioni.
Un milione di eroi
cento rivoluzioni,
gli elefanti,
le balene,
i leoni.
Diecimila martiri,
ottocento santi,
un papa,
mille vescovi,
troppi politicanti.
Sette miliardi di vivi
di morti di più ancora
con due resurrezioni
ma tutto va in malora.
Una trentenne vergine,
un pesce pederasta,
i mille capolavori
di una vendita all’asta.
Un libro di morale,
uno di economia,
ventimila protesti,
corsi di teologia.
Un cavallo da tiro,
una mucca da corsa,
il cimitero,
la borsa,
azioni, obbligazioni, cambiali,
i nuovi cannibali,
gli ultimi animali.
Cento e più metropoli,
sparse per il mondo,
un infinita vetta,
un pozzo senza fondo.
Un venditore di sesso
con i suoi acquirenti,
un pene di gesso,
un sacco di sementi.
La torre di Pisa
e la Garisenda pendenti,
le altre tutte diritte,
ma ugualmente importanti.
L’ultimo vespasiano,
i gradini della Scala,
un pollo nostrano
e un vitello,
morto di vecchiaia.