Month: febbraio 2018

Spezzoni

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Il sogno
..la sensazione che si prova scendendo con gli sci sulle piste innevate, l’aria che ti sferza il volto il riverbero del sole sulla neve che malgrado gli occhiali ti costringe a strizzare gli occhi, sciare senza forzare, lasciarsi scivolare dolcemente lungo pendii in paesaggi che la neve immacolata ha reso di fiaba, fermarsi ad una curva della pista, dove il panorama si apre ai tuoi occhi come un quadro d’autore, dove il contrasto fra il verde dei pini, il bianco della neve, il rosa marmoreo delle cime e l’azzurro cosi intenso del cielo graffiato dagli artigli bianchi di qualche aereo ti fa venire voglia , e alcune volte lo fai, di lanciare un urlo di gioia apparentemente immotivato…

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La fatica
…amore per la montagna, di quella sensazione che si prova dopo aver camminato od arrampicato per alcune ore, a seconda delle capacità, sui costoni della montagna, quando arrivati sulla cima, magari in solitudine ci si acquatta un attimo per riprendere fiato, poi piano piano si volge lo sguardo verso le altre cime che sorgono attorno, le ultime tracce di neve, sbuffi bianchi di nuvole che sembrano essere rimasti incastrati fra cime e le verdi valli che scendono verso il piano, piccoli agglomerati di case sparse qua e là a casaccio da un pittore capriccioso, e più sotto paesini un po’ più grandi da dove anche se lontani, debole giunge il suono delle campane. Quella sensazione che ti spacca l’anima, che ti fa salire le lacrime agli occhi , come una sensazione di grande dolore o di grande gioia, è l’anima lacerata che si aggrappa al cielo e che non vorrebbe più scendere…

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La meditazione
…ogni tanto mi perdo con gli occhi a fissare l’orizzonte, e scordo ogni altra cosa, i mie occhi seguono ogni risvolto di quel mondo che scorgo laggiù lontano, ne indagano ogni affranto, ogni ombra, ogni macchia di luce, che sia un lontano albero fiorito, o il riflesso al sole del vetro di una casa immersa nel verde, e mi vedo seduto sotto quell’albero o su di una poltrona dietro ai vetri di quella casa e ho la vaga impressione che la cosa sia reale, sento di essere presente in quei luoghi, e la sensazione confusa di stare vivendo più vite contemporaneamente si diffonde in tutto il mio essere e allora credo che tutto il mio corpo si allarghi si distenda nello spazio e nel tempo ad assorbire tutto il paesaggio che mi circonda, che lo avvolga e che ci si adagi in una comune percezione di vita…

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La domanda

…ogni tanto la notte, quando soffro d’insonnia, spesso, esco sul terrazzo e guardo il cielo, qui, lontano dalle luci e dall’inquinamento delle città e sopratutto nelle notti invernali il cielo brulica di stelle, più guardo e più ne vedo e penso che

………………………oltre………. ……………..

Prendo il binocolo ed osservo nuovamente e mi rendo conto che le stelle visibili così aumentano a dismisura e che ancora

……………………..oltre……….. ………………

Mi chiedo se un effimera, che esce dall’acqua, tende le ali e frenetica assolve al suo compito nell’arco delle ventiquattro ore della sua vita si sia mai posta anche lei la domanda
……………………..oltre……….. ………………

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La coscienza

l’allegoria del vento, e dell’onda, il vento che soffia e disperde, portandoti a ricostruire con maggior cura quanto avevi già fatto, l’onda che rimuove e riporta sempre con moto ineguale, provocando comunque differenze e cambiamenti nell’animo delle persone, che ti spinge a crescere o ad abbandonare, io sono il vento e l’onda, sono il distruttore ed il costruttore di me stesso, sono la ricerca e la fuga e forse proprio per questo io non sono nulla…

e per finire…

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La realtà

 

Perso nei miei pensieri

dimentico

la realtà dei fatti,

il quotidiano bisogno

e le necessità

che conducono al compromesso.

 

Io, dentro me

Toulouse-Lautrec

 

Io, dentro me
parlo,
parlo di me
e parlo di altre cose
parlo di te,
di petali di rose,
di fiori
che appassirono lontano.
Parlo di spine
che ferirono la mano,
parlo di voi,
che un di feci soffrire
e parlo di occhi
che seppero ferire
quello che dentro me
c’era di buono.
Parlo di cose ormai
rubate o vecchie
che però ancora
stringo nella mano
e la malinconia,
che si compone adesso
dentro di me
mi fa sentire vivo.
Malinconia,
solo con te sincero
sono stato in vita mia
mai ti ho mentito

Les Amoureux de Peynet. Retroscena

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Li vedi timidi e impacciati, sulla panchina del parco, si tengono per mano, si guardano negli occhi, si dicono ti amo senza parole, con tutto il loro essere. Si sono conosciuti per caso un giorno, come tanti, come tutti, si sono guardati negli occhi e si sono sorrisi, all’unisono. Poi hanno cominciato a frequentarsi a parlare delle proprie esperienze, della propria visione della vita, dei propri desideri, dei propri sogni. Riscontrando che i desideri e i sogni erano gli stessi, le aspettative della vita comuni, così d’incanto l’amore era sbocciato reciproco nei loro cuori.

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Valentina

Di anni… , carina, bionda, bruna o rossa. Impiegata, segretaria o commessa, gentile ed educata sorridente ed allegra, intelligente e colta. E’ contenta del suo lavoro, ha uno stipendio che le consente di vivere senza sacrifici, che le permette di avere e mantenere l’auto, di fare vacanze due volte l’anno e numerosi fine settimana, di abbigliarsi seguendo la moda che le aggrada, l’ultimo modello di telefonino, cene fuori, pub, discoteca. Vive con i suoi e la madre ancora l’accudisce, lava, stira, cucina, le prepara il letto, e l’adora.

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Valentino

Di anni…, tipo interessante, bruno biondo o rosso. Ragioniere geometra bancario, un buon lavoro retribuito. Anche lui con il proprio stipendio si gestisce bene, auto, sportiva o suv, sport, palestra, vacanze, fine settimana, abbigliamento griffato, ristoranti, pub, stadio, discoteche. Naturalmente anche lui vive con i suoi, naturalmente anche lui ha una madre che lo adora e che pertanto lo serve abitualmente di tutto punto.

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Si amano, sono insieme da tempo, hanno trascorso numerosi fine settimana assieme ed anche alcune vacanze, così, con tutto l’entusiasmo degli anni e dell’amore che li unisce decidono di formare una famiglia, sposarsi, rito religioso o civile, a seconda.
La ricerca della casa, i mobili, la lista nozze, l’abito della sposa, il tempo vola ed in un batter d’occhio si giunge al giorno del matrimonio. L’emozione all’altare (o in comune) nel momento del fatidico si, il contegno impettito ed orgoglioso dei padri, il pianto delle madri, l’immancabile casino di parenti ed amici con il lancio del riso all’uscita e via di corsa lasciando tutti alle spalle verso il coronamento del sogno,. Il viaggio di nozze, la luna di miele.
Il rientro, le prime entusiastiche spese al supermercato, i meno entusiastici risultati ai fornelli, non fa niente si esce a mangiare una pizza, si va fuori al ristorante. Si riprova a cucinare sempre con i medesimi orripilanti risultati. Poi c’è il letto da fare, i pavimenti da pulire, i mobili da spolverare, i panni da lavare, da stirare…
Il mutuo da pagare, le tasse, la luce, il gas, le spese condominiali, la nettezza urbana,il bollo delle auto, le assicurazioni, la bolletta del telefono e dei telefonini…
Ed ha inizio la routine, hanno inizio le discussioni su cosa si debba fare e chi lo debba fare, a cosa si debba rinunciare, ma soprattutto, chi debba rinunciare a qualche cosa.
Improvvisamente lei non è più così dolce, simpatica e comprensiva…
Improvvisamente lui non è più così brillante, romantico e affascinante…
Improvvisamente lei è petulante, noiosa, egoista…
Improvvisamente lui è megalomane, egocentrico, mammone…

Improvvisamente il bulletto del distributore di benzina, quello che non ti ha mai guardata negli occhi ma solo alla scollatura della camicetta o sotto l’orlo della gonna, quello che cercavi di evitare quando passavi a fare il pieno dell’auto, improvvisamente non è più coatto, ignorante, volgare, improvvisamente è simpatico, divertente…

Improvvisamente, la figlia della portinaia, la bionda con gli occhi slavati e l’enorme seno da fattrice, che ti curava ogni qualvolta scendevi le scale, cercando di instaurare una conversazione e che ti costringeva tutte le volte a fermarti all’angolo dell’ultima scala ad aspettare l’attimo in cui si fosse allontanata, o a una uscita di precipitosa di corsa con un veloce cenno della mano a indicare che andavi di fretta, improvvisamente non ti appare più oca, sciatta, insignificante, improvvisamente è diventata interessante, stuzzicante, appetibile…

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Improvvisamente la panchina è rimasta deserta, si sono persi Les Amoureux de Peynet.

 

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